SCORIE MALEDETTE
Incubo nucleare
Una scelta di guerra il sito unico

Cursed nuclear waste - Nuclear nightmare - Only repository is a choice of war
Verfluchter Atommüll -
Nuklearer Albtraum - Der einzige Ort ist eine Wahl des Krieges

 



Siti potenzialmente idonei per la SOGIN nel Materano-Metapontino

 


Cronache Lucane 16-02-2021

 


Il Quotidiano del Sud 21-02-2021

 


La Nuova del Sud 26-02-2021

 


La Gazzetta del Mezzogiorno 13-02-2021

 

Scelta geopolitica e di guerra: il sito unico nel Materano e la sciagura dei rifiuti nucleari
di Giovanni Pastore *

Policoro, 16.02.2021

    Dalla Carta Nazionale delle aree che la SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari) ha ritenuto potenzialmente idonee a ospitare il deposito unico dei rifiuti nucleari radioattivi, si evince che sono stati segnalati n. 67 siti in tutta Italia. È risaputo che il problema dello stoccaggio dei rifiuti nucleari a livello internazionale è tuttora irrisolto in senso assoluto, che il rischio zero non esiste, e che quindi non si può parlare di sicurezza ma solo di grado di affidabilità in quanto, in questo mondo terreno, di sicuro c’è solo la morte. Alla luce delle mie competenze, ritengo sia privo di assoluta valida idoneità tecnica il sito del Materano-Metapontino, la cui scelta, verosimilmente, sarebbe invece determinata esclusivamente da motivazioni geopolitiche e di guerra.
    Per l’ubicazione del sito unico sono da escludere in primis le aree alluvionali in quanto l’acqua è un efficientissimo veicolo di trasposto degli ioni radioattivi e quindi, in caso di allagamento, sarebbe un disastro irrimediabile, così come è accaduto recentemente in USA e Germania. In questi paesi hanno collocato i rifiuti nucleari in antiche miniere di sale, a priori ritenute idonee in quanto se c’è il sale non c’è più acqua da milioni di anni. Pur tuttavia, successivamente, le gallerie si sono allagate a causa della deviazione di un corso d’acqua di falda sotterraneo. Se per depositare i rifiuti sono state spese alcune centinaia di milioni, per rimuoverli occorreranno circa dieci miliardi di euro/dollari.
    Tutte le altre motivazioni ostative alla realizzazione del sito unico, di carattere geologico, sismico, ambientale, pur manifestamente considerevoli e legittime, possono essere abilmente confutate in quanto si tratta di opere di “preminente interesse nazionale” e pertanto possono essere realizzate in deroga a tutte le leggi dello Stato e senza limiti di spesa. Tanto meno potrebbe essere di intralcio la presenza di un’agricoltura fiorente nella fascia Jonica perché i proprietari, verosimilmente, verrebbero abbondantemente indennizzati, data la grande disponibilità finanziaria per la realizzazione del sito, di sicura accettazione vista l’enorme crisi economica, sociale e agricola che assilla i proprietari. Gli indennizzi potrebbero essere considerati per molti un provvidenziale sollievo, anche se successivamente tutto questo porterebbe a una sicura condanna a morte di un più vasto territorio, e non solo del comune di ubicazione. Poco importa il sacrificio di una parte di territorio per il vantaggio della Nazione!
    Verosimilmente, la motivazione geopolitica molto rilevante che invece potrebbe far propendere per l’ubicazione del sito unico nel Materano-Metapontino è la relativamente bassa densità di popolazione e la sua geolocalizzazione quale area periferica dello Stato, geograficamente e logisticamente, lontana dalle grandi direttrici adriatica e tirrenica. Ma ancor più fondamentale è la vicinanza al mare del sito perché la notevole movimentazione dei materiali da interrare richiede necessariamente il trasporto via mare visto che, a causa della pericolosità dei rifiuti radioattivi, questa modalità offre maggiore affidabilità rispetto al trasporto via terra. La costruzione di un porto sulla costa Jonica sarebbe necessaria e fondamentale con una doppia valenza: verosimilmente verrebbe a essere adibito sia come un vasto presidio militare essenziale per la sorveglianza del sito, al centro del Golfo naturale di Taranto, e sia come avamposto strategico verso il Mediterraneo orientale ricco di petrolio, sempre più incandescente per motivazioni economiche, energetiche e geopolitiche. Il sito, essendo unico, verosimilmente dovrebbe essere aperto per l’immissione continua di rifiuti nucleari provenienti sia da strutture sanitarie, ma anche da eventuali altri siti italiani dismessi, e forse non solo italiani. Non bisogna dimenticare, infatti, che la SOGIN, specie negli ultimi anni, si è aggiudicata tutta una serie di contratti esteri inerenti le tematiche nucleari o, più in generale, energetiche.
    Su incarico della Commissione Europea, la SOGIN ha guidato un consorzio di società (tedesche, inglesi, norvegesi) per effettuare uno studio che, sulla base dei dati forniti da Rosatom (azienda pubblica russa attiva nel settore dell'energia nucleare e che raggruppa oltre 360 imprese), identificasse gli oggetti nucleari di origine russa più pericolosi affondati nel mare Artico (sommergibili nucleari, reattori nucleari, etc.) e, sulla base di uno studio di fattibilità, elaborasse e proponesse un piano per il loro recupero. L’ex Unione Sovietica, l’attuale Russia e molti paesi dell’ex Patto di Varsavia, al tempo della Guerra Fredda hanno avuto un’intensa attività nucleare, essenzialmente volta alla costruzione di ordigni bellici atomici, i cui impianti adesso sono diventati obsoleti e quindi di imprescindibile smantellamento.
    Nel 2020 la SAIPEM si è aggiudicata il contratto da parte della russa Gaz-System S.a. per il trasporto e l'installazione del gasdotto che porterà il gas dalla Russia all’Europa, attraverso la Danimarca, la Polonia e il Mar Baltico (Nord Stream). Il Gasdotto Trans-Anatolico, invece, trasporterà all’Europa il gas dall'Azerbaigian (territorio dell’ex Unione Sovietica), attraverso la Georgia e la Turchia. Farà parte del corridoio di gas meridionale (South Stream) che collega l'area di estrazione di Shah Deniz all'Europa con il Gasdotto Sud Caucasico (SCP), con TANAP e TAP.
    Il sito unico nazionale, una volta realizzato, potrebbe quindi essere adibito, verosimilmente, anche per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi esteri, magari in cambio di risorse energetiche, probabilmente veicolate in Europa e in Italia dai gasdotti recentemente realizzati. Del resto ciò è già avvenuto negli anni del secondo dopoguerra con accordi internazionali, scambiando il carbone di Belgio, Lussemburgo e Germania con manodopera di emigranti italiani, energia allora più che mai essenziale per la ricostruzione dell’Italia.
    L’eventuale decisione di ubicare il sito unico dei rifiuti nucleari nell’area del Materano-Metapontino non presenta alcuna assoluta valida motivazione tecnica ma sarebbe verosimilmente determinata esclusivamente da motivazioni geopolitiche e di guerra, e temo che passerebbe anche sotto silenzio per le più disparate motivazioni. In primis a causa della gravissima congiuntura sanitaria, economica e sociale, ma anche per l’indifferenza delle altre regioni, soprattutto quelle limitrofe che, a torto, non si sentirebbero direttamente coinvolte, purché “non nel mio giardino”. La realizzazione del sito unico di rifiuti nucleari radioattivi determinerebbe un impatto devastante economico e sociale non solo direttamente nel comune di ubicazione del sito, ma induttivamente addirittura in un vasto territorio a livello interregionale. Le proprietà immobiliari ed agricole non avrebbero più alcun valore e nessuno sarebbe più stimolato a svolgere alcuna attività lavorativa o turistica in questi territori. Sarebbe una sciagura umana ed economica, incalcolabile e irreversibile. L’elencazione degli altri siti avrebbe verosimilmente un mero valore tattico: La guerra si combatte con l’inganno (Sun Tzu, “L'arte della guerra”).
    Corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico: sullo stesso argomento giova ricordare l’articolo di Nicola Buccolo del 1 dicembre 2003 riportato su La Gazzetta del Mezzogiorno: «Fu una scelta di guerra il sito unico».
    Giovanni Pastore
    [* Già docente a contratto di Costruzione di macchine all’Università della Calabria]

 

 

 


Il Quotidiano del Sud 13-01-2021

 


La Gazzetta del Mezzogiorno 23-01-2021

 

 

Il sito unico, una scelta geopolitica e di guerra
di Giovanni Pastore *

Policoro, 13.01.2021

    Il 5 gennaio 2021 la Sogin, società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha pubblicato, dopo 6 anni, la mappa dei possibili siti di stoccaggio. Da tale mappa si dovrà poi ricavare un sito unico per il deposito delle scorie radioattive, che tali resterebbero anche dopo migliaia di anni. Verosimilmente non è casuale la tempistica di tale sciagurato annuncio, al culmine della più grande pandemia mondiale da Covid-19 e in piena crisi economico-sociale, soprattutto per le regioni del sud Italia. In tale drammatica congiuntura, in molti si lascerebbero fuorviare dalle miserevoli "compensazioni" economiche, quale ristoro alle disastrate attività economiche agricole, industriali e turistiche, già fortemente compromesse. Altro che “Matera 2019, Capitale europea della cultura”, forse oggi suona solo come un'esca beffarda. Un altro specchietto per le allodole è il decantato notevole investimento previsto, circa 900 milioni di euro e la creazione di 4 mila posti di lavoro per 4 anni di cantiere. In un momento di grave crisi economico-sociale da molti potrebbe essere considerato un sollievo, ma successivamente sarebbe solo una condanna a morte per il territorio.
    Infatti, nel malaugurato caso si dovesse realizzare il sito unico di rifiuti nucleari, le proprietà immobiliari ed agricole di un vasto territorio non avrebbero più alcun valore. Oltre ai rischi sanitari, anche l’economia agricola, industriale e turistica perirebbe immediatamente. Si indurrebbe l'emigrazione dei residenti e nessuno sarebbe più stimolato a svolgere alcuna attività lavorativa o turistica in questi territori. Sarebbe una catastrofe umana ed economica, incalcolabile e irreversibile.
    Il sito unico pare una scelta geopolitica e di guerra: sacrificare una parte d
i territorio a vantaggio della nazione tutta, così come Niccolò Machiavelli scrisse ne “Il Principe”.
[* Già docente a contratto di Costruzione di macchine all’Università della Calabria]

 

 

Inquietante congettura autodedotta da semplici considerazioni geopolitiche e di arte militare:
La Gazzetta del Mezzogiorno
01-12-2003 di Nicola Buccolo 
Fu una scelta di guerra il sito unico - Una tesi all'Ordine degli ingegneri

 

Ipotesi purtroppo confermata dopo 2 mesi:

La Gazzetta del Mezzogiorno 10-02-2004 
La Nato apre a Taranto - La più importante base navale nel Mediterraneo

La Gazzetta del Mezzogiorno 11-02-2004 di Maristella Massari 
Base Usa a Taranto? - La Marina spiega: Il porto resta sempre aperto alle unità straniere

 

Mappa del deposito nucleare nazionale:
https://www.depositonazionale.it/cnapi_webgis/default.html
https://www.ilsole24ore.com/art/svelata-mappa-deposito-nucleare-nord-sud-ecco-zone-idonee-ADQX2XBB#
https://www.depositonazionale.it/

VIDEO: Interviste sulla storia di 40 anni di lotta antinucleare

23 novembre 2003 - I Centomila di Scanzano Jonico (MT)
23 novembre 2003 - La marcia dei Centomila a Scanzano Jonico (Matera)
contro il SITO UNICO DI SCORIE NUCLEARI RADIOATTIVE

 

 (Versione italiana)

 

Giovanni Pastore (Rotondella - Basilicata, Italia), si è laureato a pieni voti in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino. Prima ancora di laurearsi la Fiat Mirafiori di Torino gli offrì un contratto di lavoro, e per molti anni lavorò all'ufficio progettazioni autoveicoli, occupandosi di calcolo strutturale.
E’ stato Ufficiale di complemento del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito presso lo Stabilimento Veicoli da Combattimento ex
STAVECO di Nola (NA), con incarico di revisione e collaudo di mezzi corazzati (Leopard e M113). Alcuni anni dopo è stato richiamato in servizio, presso lo stesso Stabilimento, per aggiornamenti tecnici e avanzamento di grado.
Attualmente vive e lavora a Policoro (Basilicata, Italia), dove esercita la libera professione di ingegnere e quella di docente a contratto di Costruzioni Meccaniche presso le Facoltà di Ingegneria Meccanica di alcune Università italiane.
Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e i volumi: Gli infortuni domestici. Come prevenirli (ISBN 9788890471506), Antikythera e i regoli calcolatori (ISBN 9788890471513), Il Planetario di Archimede ritrovato (ISBN 9788890471520), Pitagora nel mondo contemporaneo. Influenze della filosofia scientifica pitagorica nel mondo moderno e contemporaneo (ISBN 9788890471537) e The Recovered Archimedes Planetarium (ISBN 9788890471544).
Ha scritto su Il Sole 24 Ore, L’Unione Sarda, La Stampa, Corriere della Sera, Davlos (trad. in greco di Yannis Lazaris), Mathesis, Advances in Space Research, Ancient Origins, Il Quotidiano del Sud, La Gazzetta del Mezzogiorno.

 

Prof. Ing. GIOVANNI PASTORE
Via Monte Bianco, 14
75025 POLICORO (Matera) - ITALIA
Tel. +39 0835 980530
E-MAIL: info@giovannipastore.it

 

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