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CONDIZIONAMENTO
Molti
sono contrari all'aria condizionata, e magari sono gli stessi che d'inverno
pretenderebbero di avere in casa temperature sahariane. Non si capisce perché,
una volta accettato il principio di modificare a nostro vantaggio la
temperatura dell'ambiente in cui si vive, si debba accettare il caldo e non il
freddo. Dovrebbe essere, semmai, il contrario, visto che contro il freddo c'è
una difesa, quella di coprirsi, mentre contro il caldo spogliarsi non basta. Ma
più del caldo nuoce l'umidità: è questo elemento, infatti che provoca la
sensazione di afa, e che impedisce l'unica difesa naturale, la traspirazione,
con la conseguente evaporazione del sudore, che abbassa la temperatura
corporea.
I
condizionatori, raffreddando l'aria, condensano, espellendola, anche molta
dell'umidità in eccesso. Si, dunque, ai condizionatori, la cui reputazione è
gravemente compromessa da colpe non loro. Molti malanni, che la gente
attribuisce genericamente ai condizionatori, sono invece dovuti a scarsa
pulizia degli impianti, soprattutto negli uffici. Ogni condizionatore è dotato
di un filtro, che raccoglie e ferma le impurità dell'aria, tra cui microbi e batteri.
Molti di essi finiscono
ibernati dalla bassa temperatura interna dell'apparecchio, ma quando il
condizionatore viene spento e cessa di produrre freddo, si risvegliano e quando
riprende a funzionare rientrano allegramente in circolazione. Il condizionatore,
perciò, è pericoloso al momento della riaccensione, se i filtri non vengono
puliti con regolarità e con cura.
Il giorno peggiore è il
lunedì, negli uffici, quando rientrano in funzione impianti centralizzati che
restano spenti durante il fine settimana.
Il benessere umano è
determinato da tre parametri: temperatura, umidità e velocità dell’aria. Il
condizionatore, oltre ad abbassare la temperatura dell’aria, procura benessere
anche perché muove l’aria e ne abbassa l’umidità relativa, che comunque deve
essere compresa fra il 40% e il 60%. L’eccessiva umidità dell’aria provoca quel
senso di afa che rende difficile la respirazione e fa aumentare la sensazione
di caldo (temperatura percepita). Sono più sopportabili 50 gradi centigradi di
temperatura al 5% di umidità relativa che 35 °C all’90% di umidità.
Mentre per il riscaldamento
è opportuno limitare la temperatura al di sotto di 20 gradi centigradi per le
camere e 22 gradi per i bagni, indipendentemente dalla temperatura esterna, per
il condizionamento la temperatura interna deve essere non più bassa di 6 gradi
centigradi rispetto alla temperatura esterna. Temperature più basse provocano
gravi disturbi fisiologici all’ingresso negli ambienti condizionati, mentre non
procurano alcun danno, se non una eccessiva sensazione di caldo, quando si esce
dai locali.
Un suggerimento ecologico e per il risparmio energetico:
L'acqua di condensa del condizionatore è ottima da utilizzare per il ferro da
stiro a vapore in quanto non è altro che acqua distillata e quindi, essendo
priva di calcare, permette all'elettrodomestico una maggiore durata ed
efficienza energetica. Il calcare che si forma attorno alla resistenza elettrica
ha una bassa conducibilità termica. Se la resistenza è ricoperta di calcare,
oltre a causare un maggiore consumo di energia elettrica, si determina un
elevato surriscaldamento e ciò porta inevitabilmente ad una rapida rottura della
stessa. L'acqua di condensa del condizionatore non è assolutamente da utilizzare
per rabboccare la batteria al piombo dell'automobile perchè, nel percorso di
condensa, è stata certamente a contatto con parti metalliche ferrose
dell’apparecchio condizionatore, e ciò porterebbe al rapido decadimento delle
piastre di piombo della batteria. L'acqua piovana invece, se raccolta, filtrata
e conservata in recipienti assolutamente di plastica, è ottima per integrare le
batterie al piombo anzidette.

GAS RADON
Il radon è un gas
radioattivo, appartenente al gruppo dei gas nobili. E’ inodore, incolore,
insapore, invisibile e inerte. Si trova nella crosta terrestre, nelle falde
idriche, nelle rocce e riesce a penetrare nelle case attraverso i materiali
edili (graniti) oppure attraverso le condotte idriche, perché si lega facilmente
con l'acqua. E’ un elemento chimico (simbolo Rn), avente numero atomico 86 e
peso atomico 222, originato dalla disintegrazione del radio (peso atomico 226) e
si trova molto diffuso nei materiali naturali, soprattutto quelli granitici,
vulcanici e argillosi.
Il radon è impiegato in medicina come sorgente di radiazioni e in fisica per
misurare il moto di correnti gassose. L'inalazione di forti concentrazioni di
radon è pericolosa e danneggia i tessuti polmonari. Secondo alcune ricerche
l'esposizione prolungata a questa sostanza contribuirebbe alla formazione di
tumori ai polmoni.
Sorgenti notevoli di radon nelle abitazioni sono le pavimentazioni in granito.
E’ consigliabile la frequente aerazione degli ambienti.
Nel bagno la concentrazione di radon portato dall'acqua, favorita dal caldo
umido, può essere anche 40 volte superiore a quella della altre stanze. È
importantissimo perciò, soprattutto mentre si fa la doccia, assicurare
all'ambiente un buon ricambio d'aria, attraverso una finestra aperta.
Altri locali naturalmente predisposti alle infiltrazioni di radon sono gli
interrati, i seminterrati e i piani terreni. In fase di progettazione, perciò,
vanno protetti con un "vespaio", un'intercapedine nella quale l'aria possa
circolare liberamente.
A casa fatta, sarebbe meglio evitare di soggiornare in questi ambienti. Ma
poiché in genere proprio questi locali sono adibiti a taverna o ad altri usi
conviviali, curare al massimo la ventilazione, in modo da evitare il ristagno
dell'aria.
Ricordare infine che la presenza di radon nell'ambiente può essere rilevata con
un'operazione semplice e dai costi contenuti: basta collocare nei locali a
rischio una piccola massa di apposito materiale assorbente e lasciarvela per
qualche tempo. Analizzata al termine del test, la massa assorbente fornirà dati
precisi sulla presenza e sulla concentrazione del pericoloso gas.
In tutta Europa vengono realizzate misurazioni della radioattività degli
ambienti a causa del radon. La media europea è di 80 Becquerel/mc.

MAGNETISMO
E ONDE ELETTROMAGNETICHE
Magnetismo
terrestre
L'intera
superficie terrestre è avvolta da un campo magnetico, lo stesso che fa
orientare l’ago magnetico della bussola. L'uomo è perfettamente abituato a
questo campo magnetico naturale, addirittura non può farne a meno: sulle
navicelle spaziali, per non creare disagio agli astronauti, il magnetismo viene
ricreato artificialmente. Pur mancando sperimentazioni a proposito dell'effetto
delle radiazioni sul fisico umano, Ernst Hartmann (1915-1992), dell'Università di
Heidelberg, le ha sperimentate per 15 anni su 15 mila topi bianchi, collocati
in casse di 3 metri, per metà interessati da campi magnetici e per metà in zona
neutra. Gli animaletti tendevano a dormire e a nidificare soltanto nella
seconda metà della cassa e se la stessa veniva ruotata di 180 gradi cambiavano
immediatamente posizione. Se poi la cassa veniva spostata per intero in un
campo magnetico le bestiole davano segni di aggressività e si ammalavano con
molta maggior frequenza.
Onde
elettromagnetiche
Mentre il campo magnetico terrestre è a polarità
fissa (il nord non si inverte col sud), il campo elettromagnetico prodotto da
correnti alternate, invece, inverte la polarità tante volte al secondo quanto è
il valore della frequenza della corrente stessa.
I campi elettromagnetici sono a bassa frequenza
quando sono prodotti dalla corrente della rete elettrica (linee elettriche
interne ed esterne, ad alta e bassa tensione, motori elettrici), sono ad alta
frequenza quelli prodotti dagli impianti di telecomunicazioni (telefoni
cellulari e loro antenne ripetitrici, antenne radiotelevisive, babyphone).
Gli effetti sull’organismo di questi campi
elettromagnetici alternati non sono del tutto certi, tuttavia è opinione
diffusa che l’esposizione più o meno prolungata delle cellule umane (bipoli)
alle onde elettromagnetiche può provocare tumori e leucemie, soprattutto se
esposte a campi elettromagnetici ad alta frequenza.
Le linee elettriche ad alta tensione (bassa
frequenza) tendono ad essere dislocate fuori dai centri abitati; comunque
precauzionalmente, la legislazione vigente fissa una distanza minima tra le
abitazioni e gli elettrodotti, principale fonte esterna di emissione di campi
elettromagnetici a bassa frequenza.
Le antenne ripetitrici dei telefoni cellulari
(sorgenti ad alta frequenza che generano microonde, di frequenza superiore a
quelle dei forni a microonde) sempre più spesso, invece, sono diffusamente
ubicate nei centri abitati, addirittura sugli edifici. L’intensità del campo
elettromagnetico è tanto più grande quanto più è vicina l’antenna. I muri e i
solai sono
trasparenti alle onde elettromagnetiche; le microonde possono essere schermate
solo da lamiere metalliche. Pertanto, le preoccupazioni sono maggiori per chi
abita nei pressi di antenne per cellulari, sia per l’alta frequenza, sia per la
grande intensità di campo e sia per la lunga esposizione a cui si è sottoposti
perché in casa si dimora per lungo tempo. Sono più dannose le antenne
posizionate di fronte alla casa, soprattutto quelle di centrale
che sono ad alta intensità di campo, che quelle poste sul proprio
tetto, anche se
paradossalmente queste sono
poste e minore distanza rispetto a
quelle frontali, perchè queste onde elettromagnetiche sono direzionali.
Per l’organismo umano sono più dannosi i campi
elettromagnetici ad alta frequenza e ad alta intensità. Le microonde, generate
dai campi magnetici ad alta frequenza, mettono in oscillazione tutte le
molecole formate da grassi, zuccheri ed acqua, come le cellule umane, facendone
aumentare la temperatura. Quali effetti delle esposizioni alle microonde sono
stati osservati, inoltre, mutazioni nelle cellule sia somatiche sia germinali
ed effetti sulle funzioni del sistema nervoso centrale.
Anche per l’inquinamento elettromagnetico, la
legge fissa dei valori limite dell’intensità del campo elettromagnetico per la
salute umana. Dal punto di vista sanitario, come per ogni altro tipo di
inquinamento (chimico, radioattivo, ecc.), anche per l’esposizione alle onde
elettromagnetiche non esiste una dose minima valida per tutti al di sotto della
quale l’organismo non si ammala, a breve o a lungo termine.
Ogni individuo reagisce in modo diverso per la
sua diversità genetica. Di una particolare innovazione, ogni tipo di dose
minima fissata per legge è solo il risultato di studi di previsione, più o meno
approfonditi, fra i costi presunti (anche in termini di vite umane) e i
benefici economici, anch’essi presunti, che l’innovazione in questione
porterebbe alla comunità in un ben determinato periodo di tempo (più o meno
lungo a seconda se si vogliono evidenziare alcuni aspetti anziché altri).
Considerare periodi più lunghi significa poter far emergere anche altri aspetti
collaterali negativi che difficilmente si manifestano nel breve periodo e che,
spesso, sono anche difficili da prevedere a priori.
In passato, solo a posteriori si sono accertati
gli effetti deleteri sulla salute umana di alcune “innovazioni”: i tubi per
l’acqua realizzati col piombo ai tempi dei Romani, e, in tempi più recenti, il
DDT, l’amianto, il PVC.
Impianto
elettrico
Campi elettromagnetici a bassa frequenza sono
emessi anche dai cavi elettrici (posti nelle murature e nelle pavimentazioni
della casa) e dagli elettrodomestici, in particolare quelli dotati di motore
elettrico. E’ possibile eliminare completamente i campi elettromagnetici
prodotti dai cavi elettrici installando un disgiuntore (vedi Camera da letto ed
Elettricità) che, se attivato, interrompe il collegamento di energia elettrica
nei cavi stessi.
Le piante grasse all’interno degli appartamenti,
assorbono le onde elettromagnetiche perché piene di acqua. La loro presenza
vicino agli apparecchi che emettono onde elettromagnetiche è benefica per il
corpo umano. Anche l’umidità dell’aria assorbe le onde elettromagnetiche
prodotte dagli apparecchi elettrici interni alla casa.
Telefono
cellulare
Il telefono cellulare non emette radiazioni
elettromagnetiche solo se è spento. Può essere pericoloso in aereo
(interferisce con la strumentazione), in auto (le onde vengono riflesse
all’interno dal tetto metallico) e per chi è portatore di pacemaker.
Non
è consigliabile portarlo nelle tasche dei vestiti aderenti e in special modo
nelle vicinanze del cuore e degli organi genitali, meglio nella borsetta. Un
tempo fu emanata una norma che vietava l’uso del telefono cellulare ad una
distanza inferiore a 20 cm dalla testa, in quanto le onde elettromagnetiche
possono interferire con le cellule cerebrali con rischi di insorgenze tumorali
al cervello. Emette onde elettromagnetiche ad alta frequenza come all’interno
di un forno a microonde anche se di più bassa intensità, con la differenza che
il forno è schermato e le microonde restano all’interno. E’ consigliabile
usarlo solo con l’auricolare.
Di notte ricordarsi di spegnerlo oppure evitare
di tenerlo sul comodino accanto al letto perché, anche se non è in corso alcuna
telefonata ma è acceso (stand-by), emette onde elettromagnetiche ad alta
frequenza. L’esposizione per un tempo prolungato ad una dose di onde
elettromagnetiche, anche se di ridotta intensità, può provocare ugualmente
danni alle cellule umane con possibili formazioni tumorali.
E’ assolutamente sconsigliato l’uso del telefono
cellulare ai ragazzi e ancor più ai bambini, perché le onde elettromagnetiche
potrebbero alterare con maggiore facilità le cellule in crescita.

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